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Coronavirus, lettera del direttore don Pajarin ai volontari

Coronavirus, lettera del direttore don Pajarin ai volontari

Cari amici della Caritas e delle realtà caritative vicentine,

vi scrivo questa lettera alla luce dei fatti e delle notizie che le scorse settimane, ed in particolare questi ultimi giorni, hanno scosso la nostra vita. Il ritmo ordinario delle nostre giornate viene messo in discussione da ordinanze civili e religiose che ci invitano a cambiare abitudini.

Ogni cambiamento è difficile da accettare, soprattutto se tocca radicalmente le nostre attività sociali, e quindi risulta comprensibile lo sconcerto diffuso e la fatica ad assumere, a “fare proprie” le indicazioni che ci vengono rivolte. Tuttavia, intendiamo confermare la nostra natura di “buoni cristiani e onesti cittadini” ed essere protagonisti attivi di questo nuovo stile di vita, che ci chiede di essere solidali e rispettosi delle altre persone “facendo un passo indietro”.

Attingendo abbondantemente al nostro senso civico, vi chiedo di impegnarVi ad aderire alla campagna #iorestoacasa, consapevoli che la riduzione all’essenziale delle attività sociali esterne è la più alta forma di rispetto per le persone fragili e maggiormente a rischio del CoViD-19: le persone anziane, o affette da patologie croniche, o con basse difese immunitarie… Queste limitazioni sociali, inoltre, saranno una forma di rispetto anche nei confronti di tutti gli operatori sanitari – a cui va il nostro più sentito ringraziamento – permettendo di contenere la diffusione del virus e, pertanto, di mantenere gestibile il numero di contagiati che abbiano necessità di accedere contemporaneamente alle cure ospedaliere.

Per raggiungere questo nobile fine, Vi chiedo di rendere essenziali le attività caritative, limitandoVi all’ascolto (telefonico) e ai servizi in risposta ai soli bisogni primari (cibo e abitare) secondo le indicazioni allegate.

D’altro canto, noi volontari Caritas siamo esperti di umanità, e le nostre coscienze sanno che ci sono persone che una casa non ce l’hanno: li chiamano ‘senza dimora’. Con loro è stata ideata la campagna #vorreirestareacasa e mira a porre l’attenzione su quei servizi salva-vita che sono aperti grazie ai volontari. Anche noi uniamo la nostra buona volontà ad un forte senso di responsabilità e di collaborazione con le apposite Autorità competenti, per donare quel valore aggiunto di cui il mondo ha estremo bisogno. Nel contesto ecclesiale di Vicenza segnalo la mensa di Casa Santa Lucia, il dormitorio di Casa San Martino e la mensa del Mezzanino. Nella consapevolezza che i rispettivi enti gestori (ass. Diakonia Onlus e ass. Ozanam Onlus) hanno calibrato il fabbisogno minimo di “persone e mezzi” per garantire l’apertura deisuddetti servizi, attivato prassi operative e misure idonee alla prevenzione, e curato la sanificazione degli spazi, mi permetto di rivolgere un appello, nel pieno rispetto della valutazione personale e familiare di ciascuno:

  • a Voi, cari volontari, che già da tempo conoscete la gioia del servizio: auspico possiate confermare la disponibilità ad essere presenti nei turni previsti;
  • a Voi, cari giovani pieni di entusiasmo, che volete essere felici e rendere il mondo un po’ migliore di come lo avete trovato: auguro di provare l’ebbrezza tipico di ogni slancio di generosità, soprattutto quando mira a donare gratuitamente se stessi, il proprio tempo, la propria voglia di vivere.

A noi tutti, che quest’anno abbiamo sentito la mancanza delle ceneri posate sul capo ad inizio quaresima, auguro che possiamo gustare con anticipo la gioia scaturente dalla lavanda dei piedi, dal metterci a servizio gli uni degli altri, in particolare delle persone più povere e fragili fisicamente presenti “tra le nostre case”.

Don Enrico Pajarin – Direttore Caritas Diocesana Vicentina

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