CARITAS DIOCESANA VICENTINA

CARITAS DIOCESANA VICENTINA

Diakonia Onlus

RACCOLTA MENSILE DI VIVERI IN TUTTE LE PARROCCHIE E SOSTEGNI DA FAMIGLIA A FAMIGLIA



Il Vescovo Cesare Nosiglia invita le comunità cristiane
ad avviare due nuove iniziative per far fronte alla crisi in atto
 
Il settimanale diocesano La Voce dei Berici in edicola venerdì 13 novembre 2009 ha dato ampio risalto ad alcune nuove iniziative di solidarietà volute dal vescovo mons. Nosiglia e promosse dalla Caritas diocesana diretta da don Giovanni Sandonà.  “Le esigenze concrete e primarie delle famiglie in questi tempi aumentano e spesso non trovano risposte” afferma il Vescovo, riferendosi alle spese per il cibo, gli affitti, la scuola dei figli, le bollette dei servizi essenziali, i mutui casa e la sanità in particolare per le persone anziane. Mons. Nosiglia invita tutte le parrocchie della diocesi ad effettuare ogni mese una raccolta di generi alimentari da distribuire alle persone in stato di emergenza. La proposta può contare su una già collaudata rete di centri di ascolto e aiuto gestite dalle varie associazioni caritative e presenti su tutto il territorio della diocesi grazie all’impegno della Caritas e della San Vincenzo che in un anno sono riuscite a realizzare un lavoro assai rilevante. La raccolta mensile di viveri potrà essere effettuata con modalità diverse scelte dalle parrocchie che – viene raccomandato – dovrebbero ricorrere anche ad un segno esterno come per esempio il collocamento di un contenitore nelle chiese. L’altra proposta del Vescovo riguarda una forma di sostegno economico da famiglia a famiglia, un  “sostegno di vicinanza” sul modello degli oramai consolidati “sostegni a distanza”. Il meccanismo è semplice: una famiglia che non ha problemi economici garantisce un sostegno economico mensile per un certo periodo ad un’altra famiglia in difficoltà della propria zona. La Caritas diocesana si fa garante che le somme arrivino a destinazione e vengano ben utilizzate, per scopi specifici. In un primo tempo verrà mantenuto l’anonimato tra le famiglie interessate. In seguito, se entrambe le famiglie saranno d’accordo, potranno incontrarsi e conoscersi di persona. Le iniziative per far fronte nel futuro alla crisi, negli auspici del Vescovo, dovrebbero coinvolgere non solo le parrocchie e le associazioni ecclesiali, ma anche le istituzioni, gli enti locali e organizzazioni pubbliche e private. A questo scopo è in programma una nuova tavola di confronto tra i diversi soggetti ecclesiastici, istituzionali, pubblici e privati il prossimo 30 novembre presso la sede di Caritas Diocesana in Contrà Torretti a Vicenza. Una iniziativa che segue un medesimo appuntamento che si è tenuto nel febbraio scorso.

>>>Scarica QUI l'appello di don Sandonà sulla Voce dei Berici (Pdf 1,3 Mb)

“CONTRO LA CRISI SOSTEGNI DA FAMIGLIA A FAMIGLIA”
Il vescovo invita a riscoprire la solidarietà
“I centri di ascolto siano il perno delle iniziative nei vicariati”

In occasione dell’incontro della Conferenza Episcopale Triveneta dell’08 gennaio 2009 i Vescovi, prendendo atto delle gravi conseguenze portate dalla crisi economica e lavorativa nel nostro territorio, hanno chiesto alle comunità cristiane di individuare le strade più efficaci per portare un aiuto concreto a chi si trova nel bisogno. Con Benedetto XVI si invitava a "riscoprire la sobrietà e la solidarietà quali valori evangelici e al tempo stesso universali”. Si chiedeva poi alla Caritas di promuovere percorsi di prossimità e di rafforzare e riformulare nell’attuale  situazione quei servizi-segno di solidarietà e di promozione umana  esistenti. Alla luce di quegli inviti dopo dieci mesi nella diocesi di Vicenza molto è stato fatto, a partire dall’istituzione di un Fondo Straordinario di solidarietà per chi ha perso il lavoro, ma l'incertezza sul futuro è ancora molto grande ed il timore è che, per quel che riguarda il lavoro, anche il 2010 sarà un anno molto difficile. La Chiesa vicentina aveva anche promosso a febbraio un incontro fra tutti i soggetti pubblici e privati che potevano avere un ruolo nell’affrontare la crisi (sindacati, associazioni di categoria, enti locali, terzo settore, banche e chiesa), uno scambio di riflessioni e impegni che sarà replicato il 30 novembre prossimo. Con l’occasione abbiamo fatto con il vescovo Cesare Nosiglia  il punto sulla situazione e su quanto si può fare ancora per rendere meno drammatiche le conseguenze della crisi su tante famiglie. Eccellenza, in questi mesi la Chiesa vicentina con la Caritas, le parrocchie e i vicariati, è stata in prima fila nel sostenere tante famiglie in difficoltà. Ma i tempi futuri sembrano ancora bui.

Ritiene che le parrocchie possano fare ancora qualcosa?

«Nella visita pastorale incontro anche diverse realtà del mondo del lavoro, aziende, gruppi di lavoratori di ogni settore industriale, terziario, del commercio e dell’agricoltura e del credito, oltre ai gruppi di volontari che nelle parrocchie e vicariati operano nell’ambito della Caritas e del sociale. C’è in tutti una crescente preoccupazione, anche se si sta ricercando ogni forma possibile per limitare i danni più gravi, il licenziamento in particolare. Ma le esigenze concrete e primarie  delle famiglie aumentano e spesso non si sa come farvi fronte: penso a spese indispensabili che riguardano il cibo, gli affitti, la scuola dei figli, la sanità in particolare per gli anziani, le bollette dei servizi essenziali, i mutui casa… Credo che per i beni di prima necessità sia indispensabile e possibile realizzare una rete di sostegno a partire dalla prossimità spicciola e quotidiana delle parrocchie, che sul territorio sono a diretto e immediato contatto con le famiglie e le persone del posto e ne conoscono le concrete esigenze. Per cui sono non solo favorevole ma invito caldamente parrocchie, associazioni e vicariati, ma anche i Comuni dovrebbero essere coinvolti, ad attivare una serie di Centri vicariali di ascolto dove si possa concentrare la raccolta viveri e la distribuzione a quelle famiglie e persone che ne hanno bisogno, secondo vie condivise e coordinate dalla Caritas e dalle altre realtà ecclesiali e civili che si interessano dei poveri. I pacchi spesa che già sono distribuiti in diverse parrocchie potrebbero trovare attraverso questi Centri un punto di riferimento unitario e di sostegno per tutti, evitando così la distribuzione a pioggia. Ritengo inoltre che sia necessario una domenica al mese sollecitare il coinvolgimento delle comunità, magari attraverso opportuni segnali anche visibili da mettere in fondo alla chiesa, come grandi contenitori, ad esempio per raccogliere quanto i fedeli portano da casa. Per attivare questi Centri e la raccolta nelle parrocchie è necessario contare su volontari generosi e disponibili, collegati tra loro dalla Caritas del territorio. E questo sarebbe un positivo risultato anche per promuovere un migliore e concreto spirito di collaborazione tra le parrocchie e realtà che operano nel servizio ai poveri. Inoltre si potrebbe coinvolgere gli esercizi commerciali del territorio per chiedere di appoggiare l’iniziativa, collocando anche loro un contenitore per la raccolta di viveri, da consegnare poi alle parrocchie, favorendo i clienti che lo fanno con qualche specifico sconto sui prodotti donati per questa iniziativa. Insomma, quello che importa è attivare una “gara di solidarietà” concreta, per cui ci si senta tutti disponibili a donare qualcosa per gli altri ricordando quanto ci assicura la Parola del Signore: Dio ama chi dona con gioia».

L'invito a riscoprire al solidarietà, la vicinanza alle famiglie che stanno peggio della nostra, deve passare attraverso gesti concreti. Si potrebbe pensare all’adozione solidale di situazioni di difficoltà che, facendo tesoro dell'esperienza dei sostegni internazionali a distanza, prevedano che una famiglia si faccia carico delle difficoltà di un'altra famiglia della zona con una piccola somma mensile?
«Certo. I sostegni a distanza sono uno delle iniziative più seguite, accolte con favore da tante famiglie della nostra Diocesi  e fanno un bene immenso a famiglie e bambini che vivono nel terzo e quarto mondo.Dare vita anche qui tra noi a una forma di questo genere, potremmo chiamarla “sostegni a vicinanza”,  sarebbe un’ottima proposta. Si tratta di definire bene le modalità per favorire non solo una certa piccola somma mensile, ma anche la corretta informazione sull’utilizzo della stessa. Per questo occorre che si sappia bene a quali bisogni specifici le somme versate vengono destinate: spese per generi alimentari, per medicine, per bollette e altro. È opportuno poi che sia la Caritas diocesana, attraverso un apposito centro di coordinamento, a gestire la cosa in modo che si garantisca a tutti quella opportuna riservatezza che dà dignità e valore al gesto  gratuito del dono  come ci ricorda il Vangelo: quando aiuti una persona non suonare la tromba perché tutti lo sappiano, ma fallo nel segreto perché il Padre tuo che vede nel segreto di ricompenserà. Questo non esclude il fatto che successivamente le due famiglie, quella che dona e quella che riceve, possano, se lo desiderano, conoscersi e incontrarsi per stabilire rapporti di amicizia, anche quando l’emergenza sarà terminata». 



RACCOLTA VIVERI NEI VICARIATI: UN IMPEGNO GIA’ AVVIATO

L’invito del Vescovo ad effettuare una raccolta viveri mensile in tutte le parrocchie troverà probabilmente le porte aperte in tutti quei vicariati e parrocchie dove già sono stati attivati centri di raccolta e distribuzione di generi di prima necessità per far fronte alle mille difficoltà delle famiglie in questo periodo di crisi economica.Don Paolo Traverso, vicario di Bassano conferma, ad esempio, la presenza di un banco alimentare che finora è riuscito a rispondere all’emergenza e a fare rete con altri servizi: «Da quello che ci risulta, comunque, la situazione peggiora, quindi ci stiamo attrezzando per una raccolta viveri più consistente. Nelle singole parrocchie la richiesta di aiuto per cibo, bollette, affitti è continua. Noi indirizziamo le persone al microcredito, ma quando la situazione non consente l’erogazione del prestito, la parrocchia si attiva direttamente, proprio su suggerimento dei volontari dello stesso microcredito. Abbiamo anche chiesto la collaborazione del Comune, ci serve un magazzino per stoccare tutti gli alimenti che riusciremo a raccogliere e l’amministrazione si sta attivando per concederci una stanza». Anche don Mariano Lovato del vicariato urbano di Vicenza non vede difficoltà nel rispondere all’appello: «Credo che ormai quasi tutte le parrocchie siano attive nella raccolta di indumenti e viveri, dove poi sussistono i centri di ascolto Caritas c’è già l’abitudine: due volte l’anno, in Avvento e Quaresima, si lancia un appello di questo tipo. Si tratterà quindi di organizzarsi per una cadenza più regolare e ravvicinata». «Il numero delle famiglie in difficoltà da noi è aumentato di un terzo in questi ultimi mesi – dichiara don Angelo Corradin, vicario di Noventa – e si aggirano intorno al centinaio. Li aiutiamo donando un pacco viveri al mese, attingendo al nostro banco alimentare. Aumentando la raccolta riusciremo senz’altro a fare qualcosa in più, anche se molte richieste di aiuto riguardano il pagamento di bollette e affitti». A Lonigo si concentra il servizio per tutto il vicariato e tutte le possibilità di aiuto vengono segnalate attraverso il foglietto pastorale, dove si illustrano i servizi e si mettono in evidenza orari e cifre a disposizione. In questo vicariato, da gennaio ad agosto gli interventi richiesti sono stati 143, con l’assegnazione di 315 pacchi alimentari e 34 piccoli aiuti finanziari per un totale di 2.555,75 euro. Oltre a queste, però, la parrocchia di don Vittorio Montagna, responsabile per il vicariato, continua ad aiutare altre famiglie in forma diretta e ancora più discreta.



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