CARITAS DIOCESANA VICENTINA

CARITAS DIOCESANA VICENTINA

Diakonia Onlus

''ELEZIONI REGIONALI E VOTO CONSAPEVOLE''


«Valori e solidarietà per il bene del Paese»
 Crociata: guidano i credenti al momento del voto


Da L'Avvenire del 30 gennaio 2010

di Mimmo Muolo

Roma. S
ono i valori autentici che devono gui­dare gli elettori, specie se credenti, al momento del voto. Valori come «la vi­ta umana (comunque si presenti e ovunque palpiti), la famiglia formata da un uomo e una donna e fondata sul matrimonio, la re­sponsabilità educativa, la solidarietà verso gli altri e il lavoro». Anche e soprattutto per­ché su quei valori si fonda il bene comune, che «deve essere la prima preoccupazione di chi amministra la cosa pubblica». Ha ri­sposto così il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, ai giornalisti che gli chiedevano di riferire il dibattito tra i membri del Consiglio permanente, dopo la prolusione del cardinale presidente, An­gelo Bagnasco. Il vescovo ha presentato ie­ri il comunicato finale dei lavori (che si so­no conclusi mercoledì scorso) e non si è sot­tratto al consueto confronto sui temi del­­l’attualità, mettendo soprattutto l’accento sulla necessità di non contrapporre le esi­genze della solidarietà a quelle dell’etica e toccando diversi temi, dal lavoro alla giu­stizia, dall’immigrazione al Mezzogiorno, al problema mafia, sulla quale ha ribadito «la condanna senza riserve» della Chiesa.
  Molte le domande sulla prossima compe­tizione elettorale regionale. Il segretario ge­nerale della Cei ha risposto con «un appel­lo alla responsabilità, a vivere con grande coscienza civica e credente questo mo­mento importante di partecipazione».
  A chi poi gli chiedeva di commentare la can­didatura nel Lazio di Emma Bonino, obiet­tivamente provocatoria per la sensibilità dei cattolici, Crociata ha risposto, ricordando che la Chiesa «guarda alle esigenze genera­li più importanti», ed esorta a «seguire cri­teri che permettano la realizzazione del be&sh y;ne più grande del Paese, delle regioni e del-
le realtà interessate dal momento elettora­le ». Due i riferimenti citati dal vescovo. Da un lato il recente discorso del Papa agli am­ministratori di Roma e del Lazio, in cui Be­nedetto XVI ha sottolineato che «la perso­na è il centro dell’azione politica». Dall’al­tro la prolusione del cardinale Bagnasco al­l’ultimo Consiglio permanente.
  Il fine-guida di chi amministra deve essere dunque il bene comune. Invece «la prima preoccupazione dei cittadini sarà quella di eleggere persone che meglio rispondano al perseguimento di questo obiettivo». E da questo punto di vista gli inequivocabili «cri­teri » ispiratori sono appunto quelli prima ri­chiamati: vita, famiglia uomo-donna, re­sponsabilità educativa, solidarietà verso gli altri, lavoro. Quanto alle scuole di forma­zione socio-politica promosse in ambito cattolico, monsignor Crociata ha risposto ai giorna listi che «tante scuole hanno con­tinuato a svolgere la loro attività» e che co­munque esse «torneranno a essere oggetto» dell’attenzione dei vescovi, «sulla scia del­l’attuazione degli Orientamenti pastorali sull’educazione, di cui l’ambito socio-poli­tico è un ambito importante».
  Analogamente, ha aggiunto il vescovo, gran­de rilevanza la Cei riconnette alla questio­ne lavoro, salario, solidarietà, specie verso le fasce più deboli della popolazione. «I va­lori vanno promossi insieme, senza false di­cotomie – ha detto Crociata – lavorando sul­la loro armonizzazione». «Laddove ci sono strutture che hanno dato lavoro fino ad o­ra, credo sia auspicabile che si continui a cercare il modo perché il lavoro sia assicu­rato ancora – ha quindi aggiunto – affron­tando il dramma delle famiglie in difficoltà. È un grido da raccogliere, e occorre trovare le vie giuste». «Nel riconoscere le difficoltà e nel rispetto delle responsab ilità», i vesco­vi italiani rivolgono dunque «un incorag­giamento perché il lavoro sia mantenuto e accresciuto». Quanto all’analisi sullo stato
attuale della crisi, per monsignor Crociata «ci sono segnali di ripresa sul piano finan­ziario, ma sul piano più socialmente eco­nomico i problemi sono ancora presenti». Tra questi, la disoccupazione e la mancan­za di lavoro, specie nel Mezzogiorno, sul quale i vescovi stanno preparando un do­cumento ormai di prossima pubblicazio­ne.
 
E proprio dal Sud giunge ancora una volta l’eco della questione criminalità organiz­zata. Nel testo, ha anticipato il segretario ge­nerale della Cei, sarà confermata «la con­danna senza riserve nei confronti di questi organismi e di chi ne fa parte». «L’atteggia­mento della Chiesa segue la condanna co­sì vibrante di Giovanni Paolo II, delle Con­ferenze episcopali regionali e di singoli ve­s covi, chiarendo la contraddizione tra l’ap­partenenza a queste organizzazioni, il con­dividere queste organizzazioni e l’apparte­nenza ecclesiale». Tra Vangelo e mafia, in­somma, «c’è una contraddizione insanabi­le, per cui la Chiesa invita a ravvedersi, a comprendere la gravità dell’appartenenza e di comportamenti di questo genere».
  Non è entrato invece nel merito della que­stione immigrati irregolari, il vescovo. Più in generale, ha tuttavia fatto notare, «le nostre statistiche dimostrano che la percentuale di criminalità tra italiani e stranieri è quasi uguale, se non identica». L’ottica con cui la Chiesa guarda all’immigrazione, ha poi ri­cordato, «è quella di cui ha parlato anche il Papa in un suo recente Angelus: la dignità di ogni persona umana, che non può esse­re a priori oggetto di pregiudizi e di discri­minazioni
». Sulla giustizia, infine, occorre «superare i conflitti e le tensioni per trovare, nel rispet­to dei rapporti e degli equilibri istituziona­li, la misura e la ricerca del bene comune da parte di tutti». In altri termini «equilibrio e armonia dei rapporti».
 Non si devono contrapporre le esigenze dell’impegno solidale a quelle dell’etica «I valori vanno promossi tutti insieme, senza false dicotomie, lavorando sulla loro armonizzazione»
«Le nostre statistiche dimostrano che la percentuale di criminalità tra italiani e stranieri è quasi uguale, se non identica». «Né pregiudizi né discriminazioni sulla dignità di ogni persona» Vita, famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, responsabilità educativa, lavoro da assicurare a tutti, i punti irrinunciabili di chi amministra la cosa pubblica
.


Leggi tutto - Scarica QUI l'articolo (Pdf 255 Kb)


Ricerca


Ricerca avanzata

Username 
Password 
Ricorda


FAMIGLIE IN SALITA

Rapporto 2009
Poverta' ed esclusione




DOSSIER IMMIGRAZIONE


SPECIALE CARITAS ________________
CARCERI
SOVRAFFOLLATE
Cronicario
dell'esclusione sociale

________________

 
SCARP DE' TENIS

LUGLIO 2010
________________
CONVEGNO DIOCESANO
dei Centri di Ascolto
vedi i documenti

________________
CALENDARIO
INCONTRI E CORSI
© 2003-2008 Caritas Diocesana Vicentina c.f. 95002320240, in collaborazione con www.peresempio.it