CARITAS DIOCESANA VICENTINA

IL DIGIUNO MODERNO


Percorsi giovani per la Quaresima
26 e 27 marzo 2011

Un cammino per mettere radici che diano sapore alla vita

Presentazione della proposta

Ti serve davvero tutto ciò che hai?
E hai davvero tutto ciò che ti serve?
La tua, è una vita di qualità o di quantità?
Hai mai pensato di provare a migliorare la qualità della tua vita, delle relazioni,
del tuo ruolo nel mondo?

Ti proponiamo un percorso  nel periodo quaresimale per metterti in gioco, per riscoprire il sapore
della vita, per prendere posizione nel mondo, per Vivere e non sopravvivere...

Tutto ciò semplicemente digiunando ogni settimana da un’abitudine che non ti aiuta,
e attivando i sensi e la mente.

Per sentirsi Vivi uscendo dai nostri schemi abituali, rivalutando ciò che diamo per scontato,
mettendoci in gioco, sfidando il nostro stile di vita fossilizzato. 

Hai abbastanza coraggio per sfidare te stesso? Per dare un nuovo sapore alla tua vita?
Allora, ogni settimana leggi una proposta di digiuno, falla tua, applicala e ascoltati
quando stai per cedere alla tentazione di sgarrare...
soffermati sui brevi spunti di riflessioni che ti verranno proposti
e alla fine di ogni settimana pensa alle sensazioni che hai avuto durante il digiuno,
alle difficoltà che hai affrontato, a quanto ti sei messo in gioco,
alla nuova consapevolezza del tuo stile di vita. 

La quaresima, una festa per i nostri sensi
I quaranta giorni della quaresima una festa per i nostri sensi? Sembra contraddittorio, ma è in ogni
caso vero. Digiunare non è tormento e inimicizia verso il nostro corpo. Al contrario: la rinuncia
volontaria ci sensibilizza e affina i nostri sensi. Ci confronta nuovamente con noi stessi e con il
mondo. Ci ricorda che non viviamo solo con la nostra testa ma con anima e corpo.
La quaresima
invita a sensibilizzarci per questa realtà e ci aiuta a trovare il giusto gusto per la nostra vita. Ci
induce a provare un’altra dimensione della vita al di là della quotidiana cecità e sordità. La
quaresima vuole che diventiamo tutti orecchi, riacquistiamo il nostro tatto e la visione di cui
abbiamo bisogno per comprendere meglio la nostra vita.

Il periodo di quaranta giorni feriali riprende il motivo di famosi racconti biblici. Per quaranta anni il
popolo d’Israele camminò nel deserto prima di raggiungere la terra promessa. Dopo quaranta giorni
Mosè ricevette le tavole della legge sul monte Horeb. Il Profeta Elia dopo quaranta giorni di digiuno
ebbe una sconvolgente esperienza di Dio, e Gesù digiunò per quaranta giorni nel deserto prima di
apparire in pubblico e di cambiare il mondo in modo durevole.
Quaranta è la cifra dell’attesa della manifestazione di Dio. Da sempre i quaranta giorni compresi tra
il mercoledì delle ceneri fino alla Pasqua sono da intendersi anche come provocazione, come
un’originale contraddizione ai carrelli di spesa che accompagnano una vita priva di contenuto.
Protestano contro un modo d’essere che corrode se stesso. Dietro sta la convinzione che tutto ciò
che accogliamo- sia corporale o spirituale- lascia un’impronta sulla nostra vita e influisce sul nostro
comportamento e la nostra condizione di vita. Forse per questo oggi sempre più persone scoprono
l’inestimabile valore della Quaresima. Cercano la qualità invece di perdersi nella quantità. Sono più
cauti quanto alle loro scelte di ciò con cui si circondano, sono più consapevoli nella scelta di ciò che
mangiano, bevono, leggono, guardano o pensano. Sperimentano che la rinuncia fa bene, che è sana e
che ci avvicina alla fonte divina che è la fonte della Vita.
Tratto da Ein praktischer Begleiter für jeden Tag. Hg. Ulrich Peters, Herder 1994


IL SUSSIDIO (Pdf 325 Kb)


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