Ponte di Barbarano fulcro di solidarietà e cultura grazie al progetto “IN 3 C: Cura, Crescita, Comunità”
Paolo (il nome è di fantasia) dopo venti anni di matrimonio si è separato. Il giudice gli ha affidato i figli (due minorenni e uno maggiorenne) che ora vivono con lui, ma seri problemi di salute gli impediscono di lavorare a tempo pieno. Lo stipendio estremamente ridotto non consente a lui e ai suoi tre figli di vivere una vita dignitosa. Si è così rivolto a un punto di ascolto S.T.R.A.D.E. di Caritas Diocesana Vicentina per avere un sostegno economico e, ora, è una delle persone che periodicamente si recano all’emporio solidale di Ponte di Barbarano (frazione di Barbarano Mossano, comune a sud della provincia e Diocesi di Vicenza) dove, tramite una tessera a punti, riceve alimenti e altri beni di prima necessità.
L’emporio solidale dell’Unità Pastorale Barbarano Mossano Villaga
Inaugurato lo scorso settembre, l’emporio Caritas è una delle azioni del progetto triennale “In 3 C: Cura, Crescita, Comunità”, promosso dalla Fondazione Diakonia Vicenza ETS (ente gestore dei servizi-segno di Caritas Diocesana Vicentina) con il sostegno di Fondazione Cariverona (principale finanziatore) e con il supporto di una estesa rete di partner privati, pubblici, non profit e profit.
“Questo servizio – racconta Paolo dopo aver ritirato i prodotti – è molto importante per le persone che, in questo territorio, possono come me trovarsi in difficoltà. I volontari sono sempre pronti ad ascoltarti, a capire i tuoi bisogni. Qui si respira una grande disponibilità nei confronti del prossimo che sta vivendo un periodo di fragilità”.
Tutto ciò che è a disposizione all’emporio è frutto di donazioni da parte di aziende e di privati. Parte viene raccolta tramite carrelli della spesa collocati all’ingresso di nove chiese dell’Unità Pastorale e nei supermercati A&O a Barbarano Mossano, Aliper a Ponte di Barbarano e Prix a Ponte di Mossano.
“Prima la distribuzione degli alimenti avveniva presso i Centri di Ascolto e Accompagnamento di Caritas di Villaga e Ponte di Barbarano attraverso la classica borsa della spesa – racconta Lorenzo Maculan, volontario Caritas –. Poi abbiamo pensato all’apertura di un emporio solidale, che dà più dignità alle persone, in quanto possono scegliere i prodotti che preferiscono. Un progetto che è rimasto alcuni anni sulla carta e che, grazie al progetto ‘IN 3 C’ si è finalmente concretizzato. Oggi contiamo 44 famiglie beneficiarie, per un totale di 150 persone, di cui 89 adulti e 61 minori. Vengono inviate qui dai Centri di Ascolto e Accompagnamento Caritas oppure dai servizi sociali territoriali, con cui siamo in stretto contatto. Per tre di loro è stato avviato un percorso di ricerca di un lavoro, tramite il servizio Caritas ‘Tirocini e lavoro’ gestito da Fondazione Diakonia Vicenza ETS”.
“Le persone che frequentano l’emporio sono per il 60% straniere e per il 40% italiane – spiega un’altra volontaria, Annalisa Mecenero –. Le maggiori difficoltà riguardano la casa, il lavoro, un unico stipendio in famiglia. E poi ci sono i separati e divorziati e coloro che hanno problemi psicologici o psichiatrici”.
Tra i 30 volontari Caritas dell’Unità Pastorale Barbarano Mossano Villaga c’è anche Anna Pagliarusco, 28 anni: “Anche mia mamma faceva la volontaria e ho deciso di seguire le sue orme, perché dentro di me c’è qualcosa che mi spinge a farlo. Dopo aver lavorato per il Centro Astalli, volevo rimanere nel sociale e qui in Caritas ho trovato un bel gruppo e bei progetti a favore di chi si trova in difficoltà. Dal 2021 si sono uniti a noi sei nuovi volontari giovani, mentre dieci sono quelli di diverse età che sono entrati nel gruppo dopo l’apertura dell’emporio”.
Le azioni culturali
Il progetto “IN 3 C” prevede, tra le altre cose, anche azioni di welfare culturale. È il caso del corso di italiano per persone straniere che partirà a gennaio proprio a Ponte di Barbarano, nel centro parrocchiale a pochi passi dall’emporio. Ed è sempre qui che da alcune settimane si svolge il laboratorio teatrale gratuito, per bambini dai 7 ai 10 anni, curato dal centro di produzione teatrale “La Piccionaia S.C.S.”, uno dei partner del progetto.
“In totale vi partecipano venti bambini residenti qui e nelle zone limitrofe, alcuni dei quali appartenenti a famiglie beneficiarie dell’emporio e del progetto – spiega Vincenza Fusari, volontaria Caritas che segue in particolare il laboratorio teatrale –. I bambini dimostrano grande entusiasmo e si stanno instaurando belle amicizie. Il 18 marzo è in programma l’ultima lezione, dopodiché verrà organizzato un evento di restituzione aperto al pubblico”.

Le azioni culturali del progetto coinvolgono anche l’emporio solidale Caritas di Vicenza, dove sono riprese le attività dei laboratori “Intreccio di relazioni” (uno spazio per lavorare insieme a maglia e a uncinetto, stare in compagnia e sperimentare l’incontro tra culture, stili e creatività) e “Officina della parola” (un momento informale e generativo di avvicinamento alla lingua italiana).