570470507213052 Emergenza Afghanistan, Caritas Diocesana Vicentina pronta ad accogliere - Caritas Vicenza

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Emergenza Afghanistan, Caritas Diocesana Vicentina pronta ad accogliere

Emergenza Afghanistan, Caritas Diocesana Vicentina pronta ad accogliere

Caritas Diocesana Vicentina è pronta ad accogliere due famiglie evacuate dall’Afghanistan con i ponti aerei dell’aeronautica gestiti dal Ministero dell’Interno. La disponibilità è stata espressa dal direttore don Enrico Pajarin nel corso del vertice convocato il 31 agosto nella sede della Provincia dal Prefetto Pietro Signoriello, che ha coordinato il confronto sull’emergenza tra Prefettura, Questura, Ulss, Comuni sopra i 15 mila abitanti, Comuni capofila della rete SAI (Sistema di Accoglienza Integrata), Caritas, Diocesi e Croce Rossa.

“Abbiamo messo a disposizione due appartamenti: uno a Vicenza e uno in provincia – spiega il direttore -, e come Diocesi stiamo valutando la possibilità di collaborare per ulteriori accoglienze qualora vi siano parrocchie che siano disponibili ad impegnarsi”.

Sono state molte le persone che, in questi giorni, si sono rivolte a Caritas Diocesana Vicentina per capire come aiutare chi è in fuga dall’Afghanistan o semplicemente per ricevere delle informazioni.

È bene innanzitutto specificare che, ad oggi, le evacuazioni hanno riguardano solo collaboratori Isaf e loro familiari. Chi è giunto in Italia tramite i ponti aerei affronterà la stessa procedura degli altri migranti, ossia la richiesta di protezione internazionale e l’inserimento nel sistema pubblico dei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) e/o dei SAI (Sistema Accoglienza Integrazione).

L’indicazione, attualmente, è quella di non prendere iniziative, come singole parrocchie o gruppi, in termini di raccolta alimenti, abiti o altri beni materiali, ma di contattare la Caritas Diocesana per comunicare la disponibilità di appartamenti e volontari per contribuire alle accoglienze.

Precisazioni sui Corridoi Umanitari

In merito, invece, ai Corridoi Umanitari, molto invocati in questi giorni, si precisa che sono uno strumento attivabile solo da paesi terzi e non certo dal paese di origine di chi fugge. In sostanza non è possibile trasferire dei richiedenti asilo dal loro paese perché nessun governo lo permetterebbe, tantomeno il nuovo governo afghano. Diversamente i corridoi umanitari potrebbero essere attivati dai paesi di transito dove sono fuggiti e stanno cercando di fuggire i cittadini afghani e più precisamente da Iran, Pakistan, Turchia, paesi da dove Caritas Italiana ha già operato recentemente diversi corridoi umanitari, nonché dalla Bosnia e da altri paesi della rotta balcanica.

Caritas Diocesana Vicentina segue con grande attenzione l’evoluzione degli eventi, pronta a fare la propria parte nel caso i corridoi umanitari venissero attivati. Invitiamo le parrocchie e i volontari, interessati ad avviare futuri progetti di ospitalità con i Corridoi Umanitari, a prendere contatti con la Caritas Diocesana, in modo da programmare i necessari percorsi di formazione.

Gli arrivi via terra o via mare 

Con l’arrivo di profughi dall’Afghanistan, via terra o via mare, vi sarà un aumento della pressione migratoria sulla rotta balcanica e non solo.

I profughi che giungeranno in Italia dovranno affrontare la stessa procedura degli altri migranti, ossia la richiesta di protezione internazionale e il conseguente inserimento nel sistema di accoglienza istituzionale. Alcune Prefetture, riferisce Caritas Italiana, stanno già predisponendo un allargamento dei posti previsti dai bandi CAS per far fronte ad un eventuale aumento dei flussi.

Caritas Italiana continuerà a chiedere l’attivazione di forme temporanee di protezione delle migliaia di afghani presenti in Italia e in Europa che rischiano di essere rimandati in Afghanistan. Secondo le ultime stime, infatti, si tratta a livello europeo di 310 mila persone, di cui 280 mila denegati e i restanti in attesa di asilo. Di questi, sono circa 60 mila le donne afghane in Europa che hanno urgente bisogno di protezione.

Afghani già presenti in Italia e ricongiungimento familiare

In Italia è presente da anni una folta comunità afghana: qualora giungano richieste di aiuto verso i loro familiari rimasti in patria, Caritas Italiana suggerisce alle Caritas Diocesane di contribuire comunque all’avviamento delle procedure di ricongiungimento familiare, pur consapevoli delle successive difficoltà operative.

L’impegno della nostra Équipe Migranti

Precisato tutto ciò, Caritas Diocesana Vicentina, attraverso la propria Équipe Migranti, continuerà a tenere la situazione monitorata, pronta ad attivare sul territorio, in collaborazione con Caritas Italiana e le Istituzioni, gli interventi che si riveleranno più opportuni. Allo stesso tempo, continuerà l’azione di informazione nei confronti delle Caritas parrocchiali, dei gruppi e dei tanti singoli volontari che stanno in questi giorni lodevolmente esprimendo la volontà di aiutare le persone in fuga dall’Afghanistan. Il vostro aiuto sarà sicuramente prezioso!

Per sostenere i progetti di accoglienza in territorio vicentino attivati da Caritas Diocesana Vicentina puoi donare a:

  • Associazione Diakonia Onlus: bonifico bancario sul c/c Iban IT40D 05018 11800 0000 1107 9332 presso Banca Popolare Etica – filiale di Vicenza – causale “Accoglienza profughi”

Per sostenere i progetti di Caritas Italiana legati all’emergenza Afghanistan puoi donare a:

  • Caritas Italiana: bonifico bancario sul c/c Iban IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111 presso Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – causale “Emergenza Afghanistan”

(Photo by Mitchel Lensink on Unsplash)

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