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L’impegno della Caritas nel nuovo anno pastorale: “Che ne è della nostra casa?”

L’impegno della Caritas nel nuovo anno pastorale: “Che ne è della nostra casa?”

Cari collaboratori delle Caritas parrocchiali e Vicariali, e realtà caritative vicentine,

nei mesi scorsi la pandemia ha messo allo scoperto la difficile situazione dei poveri e la grande ineguaglianza che regna nel mondo, e nelle nostre stesse città e paesi. Il Vescovo Mons. Beniamino Pizziol, nel Suo messaggio alla diocesi, ha espresso “immensa gratitudine verso quanti si sono prodigati nelle varie forme di gesti di solidarietà, dalla consegna di borse spesa con beni primari essenziali, alla consegna domiciliare delle medicine e di aiuti economici, dalle conversazioni telefoniche di ascolto all’assistenza di sostegno alle persone con particolari disabilità”.

All’inizio di questo nuovo anno pastorale, il Vescovo ci invita a “vivere un tempo di ascolto e rielaborazione, riservando un congruo tempo alla condivisione e al discernimento prima che vengano programmate le attività future, dandosi occasioni e tempi per l’ascolto reciproco. Il nostro cuore ha bisogno di condividere paure, ansie, speranze, preoccupazioni vissute in maniera straordinaria in questo periodo. È essenziale condividere la Parola e il Corpo di Cristo, per poter riprendere insieme il cammino, nella direzione giusta. Davanti a noi sta la sfida di essere Chiesa sinodale. Solo così la pandemia può diventare un “kairòs”, un’opportunità di crescita nella fede, nell’unità, nella testimonianza”.

Siamo pertanto invitati a camminare verso:

  • Uno stile sinodale nel discernimento. Il cammino sinodale, già iniziato prima della pandemia, attende di essere ulteriormente rafforzato e migliorato per diventare lo stile di una Chiesa missionaria verso l’esterno e dalle relazioni fraterne all’interno.
  • Un modo più familiare di celebrare. Quali sono i luoghi, le esperienze, le persone che ci possono insegnare a pregare, personalmente e comunitariamente?
  • Uno stile fraterno di relazioni. Nel tempo del distanziamento si è rivelata fondamentale l’esistenza di una rete di relazioni significative; tale esperienza chiede alle nostre comunità di fare un salto di qualità, per non rimanere ‘gruppi che organizzano attività’, ma prima di tutto comunità di relazione, con forte senso di appartenenza, che si prendono cura e si dedicano all’ascolto dei più deboli. A questo tema è dedicata la scheda 3: “Tessitori di umanità”.
  • Una maggiore attenzione alle urgenze sociali. Il nostro impegno può aiutare a diffondere lo stile missionario nelle nostre comunità, accrescendo l’attenzione ai vari fattori sociali (casa, lavoro, qualità dell’ambiente, formazione, cultura…) che incidono sulle famiglie, e coltivando la vicinanza, prossimità, cura, conforto alle persone maggiormente fragili. Ci può aiutare ad affrontare questo tema la scheda 4: “Costruttori del mondo”.

 

Anche papa Francesco, nell’udienza generale del 19 agosto u.s., ci ricordava che “i seguaci di Gesù si riconoscono dalla loro vicinanza ai poveri, ai piccoli, ai malati e ai carcerati, agli esclusi, ai dimenticati, a chi è privo del cibo e dei vestiti. Possiamo leggere quel famoso parametro sul quale saremo giudicati tutti. È Matteo 25. Questo è un criterio-chiave di autenticità cristiana. Alcuni pensano, erroneamente, che questo amore preferenziale per i poveri sia un compito per pochi, ma in realtà è la missione di tutta la Chiesa, diceva San Giovanni Paolo II. «Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri» (EG, 187).

La fede, la speranza e l’amore necessariamente ci spingono verso questa preferenza per i più bisognosi, che va oltre la pur necessaria assistenza (cfr EG, 198). Implica infatti il camminare assieme, il lasciarci evangelizzare da loro, che conoscono bene Cristo sofferente, il lasciarci “contagiare” dalla loro esperienza della salvezza, dalla loro saggezza e dalla loro creatività. Condividere con i poveri significa arricchirci a vicenda. E, se ci sono strutture sociali malate che impediscono loro di sognare per il futuro, dobbiamo lavorare insieme per guarirle, per cambiarle. E a questo conduce l’amore di Cristo, che ci ha amato fino all’estremo (cfr Gv 13,1) e arriva fino ai confini, ai margini, alle frontiere esistenziali. Portare le periferie al centro significa centrare la nostra vita in Cristo, che «si è fatto povero» per noi, per arricchirci «per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9).

Tutti siamo preoccupati per le conseguenze sociali della pandemia. Tutti. Molti vogliono tornare alla normalità e riprendere le attività economiche. Certo, ma questa “normalità” non dovrebbe comprendere le ingiustizie sociali e il degrado dell’ambiente. La pandemia è una crisi e da una crisi non si esce uguali: o usciamo migliori o usciamo peggiori. Noi dovremmo uscire migliori, per migliorare le ingiustizie sociali e il degrado ambientale. Oggi abbiamo un’occasione per costruire qualcosa di diverso. Per esempio, possiamo far crescere un’economia di sviluppo integrale dei poveri e non di assistenzialismo. Con questo io non voglio condannare l’assistenza, le opere di assistenza sono importanti. Pensiamo al volontariato, che è una delle strutture più belle che ha la Chiesa italiana. Ma dobbiamo andare oltre e risolvere i problemi che ci spingono a fare assistenza.”

Alla luce di queste importanti proposte, Vi raggiungo con questa nota per condividere alcune indicazioni diocesane in merito alla prosecuzione delle varie esperienze caritative, in vista del nuovo anno pastorale. Intendono essere delle tracce di riflessione da riprendere nei vicariati, chiedendo alle realtà caritative che animano parrocchie/UP ed ai loro parroci una attenta riflessione per tradurre la presente in prassi pastorali concrete.

  1. Testimonianza della carità e animazione della comunità
  • La relazione e l’ascolto costituiscono il punto di partenza. Si invita a favorire l’apertura dei Centri di Ascolto con tempi e spazi dedicati, affinché i volontari adeguatamente formati possano accogliere le persone e condividere un progetto di accompagnamento verso l’autonomia.È opportuno che le persone in difficoltà siano invitate a fare riferimento alle realtà caritative del proprio Comune di residenza, ed ai rispettivi servizi sociali, con cui sintonizzare le proprie azioni/progetti. Ciascuna comunità, infatti, è chiamata a prendersi cura delle persone in situazioni di fragilità. È fondamentale coordinarsi con le realtà caritative del territorio e i Servizi Sociali del Comune, al fine di non sovrapporre gli interventi agli stessi nuclei familiari, trascurandone altri.
  • I contatti telefonici (e le visite a domicilio, quando possibili)sono una forma di vicinanza da implementare, soprattutto con le persone in stato di maggior fragilità e solitudine.
  • Si invita a prestare particolare attenzione e vicinanza a:
    • Persone sole, soprattutto se anziane
    • Famiglie con anziani, diversamente abili, e altre situazioni di fragilità.
    • Povertà educativa, amplificata dal mancato accesso alle lezioni online, per carenza di strumenti (pc, tablet) o di connessione dati.
    • Persone che vivono la dimensione del lutto
    • Persone senza fissa dimora
    • Famiglie in camper (rom, sinti, circensi, giostrai)
    • Situazioni di violenza domestica
    • Persone in misura alternativa al carcere
  • Raccolte alimentari. È possibile attivarsi per l’iniziativa della “Spesa sospesa”in chiesa, o nei supermercati(in accordo con i gestori dei negozi di alimentari), lasciando un cesto/carrello di raccolta e sensibilizzando la comunità tramite cartelloni e volantini in loco e social.Non è opportuno stazionare nei locali.Per ulteriori informazioni potete far riferimento alla segreteria Caritas tel. 0444.304986.
  • Le azioni di distribuzione di beni primari (alimenti e igiene personale) avvenga in tempi distinti dall’ascolto, con uno stile familiare e discreto. Borse spesa Caritas: èpossibile continuare con la consegna di beni primari, intervallando adeguatamente l’arrivo delle persone e preferendo la consegna all’esterno qualora i locali siano ristretti. In alcuni territori le realtà caritative stanno collaborando per la nascita di Empori solidali: è un’esperienza interessante chela Caritas Diocesana, i Centri di aiuto alla Vita e le conferenze san Vincenzo apprezzano ed accompagnano con simpatia (cfr. condivisione d’intenti). Le parrocchie che fossero interessate da queste riflessioni sono invitate a contattare la segreteria Caritas per approfondire il discernimento.
  • Raccolta e distribuzione di indumenti donati. I Centri di distribuzione vestiario possono proseguire con il loro impegno. Si raccomanda di ricevere solo indumenti decorosi e puliti (preferibilmente già imbustati singolarmente in sacchetti di plastica) da poter ridonare direttamente a persone in difficoltà. Si eviti qualsiasi azione di selezione e/o immagazzinaggio. La consegna in sede Caritas avvenga intervallando adeguatamente l’arrivo delle persone.
  • Sostegni al reddito per famiglie in difficoltà economica. Prosegue il supporto di Caritas Diocesana per sostenere i progetti di aiuto alle famiglie in difficoltà, valorizzando i Centri di Ascolto parrocchiali/UP. Lo stile proposto, con alcune schede (per averle scrivere a segreteria@caritas.vicenza.it) che supportano i passaggi operativi, intende facilitare l’assunzione di una logica progettuale a breve e medio termine, evitando il rischio assistenziale/distributivo. Ai Centri di ascolto è affidato l’incontro e l’individuazione dei percorsi di accompagnamentocon le persone in difficoltà, potendo contare sul supporto dei 14 punti S.T.R.A.D.E. (cfr allegato) che l’Associazione Diakonia Onlus ha sui territori vicariali. Per richiedere il contributo economico a Caritas Diocesana, i centri di ascolto si confronteranno con i volontari del punto STRADE più vicino, compilando assieme un modulo (da richiedere a segreteria@caritas.vicenza.it). Per ulteriori informazioni potete far riferimento alla segreteria Caritas tel. 0444.304986.
  • IV Giornata mondiale dei poveri – “Tendi la tua mano al povero”. Papa Francesco ha dedicato un messaggio a questa giornata di sensibilizzazione e condivisione. Vi invitiamo a preparare per tempo le esperienze di fraternità e l’animazione delle celebrazioni Eucaristiche di Domenica 15 novembre 2020.

 

  1. Attenzioni operative in sintonia con le norme in vigore

1. È fondamentale ricordarci che primo criterio è l’attenzione per la salute, ed il conseguente rispetto di protocolli operativi che riducano al minimo il rischio contagio per sé (collaboratori) e per gli altri (persone beneficiarie).

2. Vanno conservate attentamente le modalità di distanziamento fisico ormai abituali:

  • comunicare i recapiti di contatto (telefono ede-mail) nel foglietto parrocchiale ed esponendo un cartello alle porte del centro di ascolto/oratorio/chiesa;
  • fare un primo ascolto telefonicamente e posticipare le richieste non urgenti;
  • effettuare gli incontri “in presenza” strettamente necessari,previo appuntamento telefonico, prevedendo orari ben distanziati, in modo da poter aerare e sanificare la stanza;
  • mantenere la distanza interpersonale preferibilmente di due metri sia tra collaboratori che tra persone beneficiarie;
  • la stanza scelta per i colloqui sia sufficientemente ampia da permettere la presenza dei due collaboratori e di uno/due beneficiari (al massimo quattro persone) mantenendola distanza interpersonale preferibilmente di due metri;
  • evitare assembramenti, o file d’attesa in luoghi ristretti;
  • obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche ed il lavaggio frequente delle mani/guanti con acqua/sapone o gel idroalcolico, o l’uso dei guanti monouso ove opportuno;

 

  1. formazione collaboratori: oltre all’aggiornamento circa le attività da attuare e le misure pubbliche di sostegno alle persone in difficoltà economica, sarà necessario proporre una adeguata formazione, anche per le vie brevi, relativamente alle misure di prevenzione del contagio;
  2. fornitura di KIT dedicato: sarà necessario garantire la fornitura dei materiali dedicati all’attività da svolgere per un supporto operativo e di protezione minima (mascherina chirurgica, gel idroalcolico, ecc.);
  3. igienizzazione/sanificazione degli ambienti e delle superfici (es. scrivanie, sedie, maniglie delle porte, etc). Si suggerisce di far riferimento alle indicazioni già pervenute ai parroci dalla Diocesi circa le operazioni (ed i prodotti) di igienizzazione/sanificazione suggerite per gli oratori, redigendo un registro specifico per le stanze adibite ad attività caritative.
  4. copertura assicurativa di ciascun volontario: è necessario che ogni persona impegnata in attività di volontariato caritativo sia iscritta alla propria associazione o ad una delle associazioni proposte in Diocesi:
  • se svolge volontariato in un servizio-segno di Caritas Diocesana, verificare di essere iscritto al registro dei volontari di Ass. Diakonia Onlus telefonando (0444/304986) o scrivendo mail a segreteria@caritas.vicenza.it
  • se svolge volontariato in parrocchia, verificare con il parroco di essere iscritto al registro degli associati di Ass. Shemen o con iscrizione nominale alla polizza infortuni parrocchiale.
  • Ulteriori informazioni, moduli ed istruzioni per compilarli saranno fornite dalla Sig.ra Anna Dal Ponte, contattabile al telefono 0444-302020; 3466716576; dalponte@bdpsrl.it

 

Ulteriori informazioni ed aggiornamenti si trovano sul sito www.caritas.vicenza.it o contattando telefonicamente gli operatori della Caritas Diocesana Vicentina.

Vi chiedo la cortesia di dare informazione delle belle iniziative che attivate sui vostri territori scrivendo a segreteria@caritas.vicenza.it  per poterle condividere come buone prassi sul sito diocesano e sui social.Un caro saluto a tutti.

Don Enrico Pajarin

Direttore Caritas Diocesana Vicentina

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